Il fiume dei sogni non realizzati

Oggi ricordo quel scritto di “Me soñé con alas para poder volar muy lejos“, a dire la verità, lo leggo molto spesso.
Mi riconforta il pensare che dopo delle sfortune, dopo del disamore sempre arriva qualcosa alle tue mani, qualcosa per quello sei bisticciato… e quando arrivi a quel punto nel qualle puoi toccare colla punta delle dita quello che così anelavi non potrai evitare congelarti e guardare in dietro. I tuoi occhi si colmeranno di ricordi, di una vita che ti fa essere chi sei, ti fa sentire quello senti e rendi in conto di quello importante non è i resultati invece è il cammino.
Voglio pensare che arrivarà un giorno che sorgia el sole splendente nel celo blu, magari primavera, forse estate, in una terrazza alla riva del’Arno, ti guarderò in faccia, ci guarderemo, e capirò che c’è vita sotto le cose e una forza incredibilmente benevola mi farà capire che il mio tempo è scaduto.
Sarà l’ora di vuotare l’acqua della mia anfora, quella colla che tutti nasciamo, nel fiume dei sogni non realizzati, per che un’altro, in un’altra vita, in un’altro mondo o tempo e gli prenda come suoi, e gli faccia propri e… alcun giorno anche lui gli offrirà all’acque i suoi sogni non realizati.

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